
Se pensiamo alle foto che abbiamo incorniciate sulla scrivania o sul mobile dell’ingresso capiamo subito perché è nata la ritrattistica: ricordare le persone ai propri cari, ma anche ricordare alle persone come sono, che ruolo hanno nella società, come sono tenute a presentarsi.
Così ha inizio Da Canova a Modigliani – Il volto dell’Ottocento, organizzata da Palazzo Zabarella a Padova (fino al 27 febbraio 2011): come bisogna rappresentare un imperatore? È Canova il punto di partenza per questa visita nell’Ottocento, secolo che si apre con l’epopea napoleonica. Il Neoclassicismo influisce sulla realizzazione di statue che riecheggino gli ideali greci per ritrarre l’uomo più potente di quegli anni.
Si sviluppa in seguito una ricerca naturalistica di radici lombarde: ecco che ci si interessa di com’era davvero il soggetto e alla raffigurazione dei suoi legami affettivi. Una sezione è, infatti, dedicata ai ritratti di famiglia, incorniciati da un contesto che parli della realtà quotidiana dei soggetti. Il contesto diventa poi centrale nei ritratti di artista: il pittore all’opera nel suo atelier, a dare nuova luce a questi professionisti che nell’Ottocento continuano a ribadire la propria superiorità rispetto a tanti altri “artigiani”.
Il ritratto interseca ora le grandi novità della vita moderna: dal trionfo della borghesia alla nascita della fotografia, dai primi italiani a Parigi al Futurismo, il mondo cambia decisamente faccia.
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