In collaborazione con AssoPokerGiovani, ricchi, e con tanta voglia di divertirsi: i “ballas” sono self made men spensierati ed allegri, con la voglia di gridare al mondo che loro ce l’hanno fatta.
Chi ha abbastanza qualità e costanza da diventare un giocatore professionista di poker di successo, può addirittura essere milionario nel giro di pochi anni.
Ecco allora che per i giovani poker players essere “ballas” significa ergere un chiassoso monumento alla vita, a base di feste, belle donne, locali esclusivi e spese folli.
In generale, essere o fare qualcosa di “ballas” significa in sostanza fare delle scelte vistose, sfarzose, esagerate e soprattutto costosissime. Per il solo gusto di farlo.
Si tratta di un termine statunitense, entrato a far parte anche dello “slang” che circola fra gli appassionati italiani, che come il gioco del poker Texas Hold’em non può che essere marchiato a stelle e strisce.
Lo si può utilizzare, sempre con un’ampia dose di autoironia, nelle situazioni più diverse. Ad esempio, mostrando un conto stratosferico pagato in un locale, o vantandosi del proprio televisore all’ultimo grido, o ancora riferendosi alla propria, meravigliosa villa.
C’è insomma un connubio fra la lusinga dell’ostentazione, il desiderio di mostrare distacco dal denaro unito alla semplice voglia di divertirsi senza pensare a quanto tutto questo possa costare.
Del resto, dedicarsi a una professione dove ogni giorno possono ballare anche cifre nell’ordine di centinaia di migliaia di dollari – il tutto magari mentre si è nella propria stanza di fronte a un computer – porta inevitabilmente a un rapporto particolare col denaro.
Ciò nonostante, questi ragazzi sono sempre partiti da zero, depositando su una poker room alcune decine di dollari, magari senza neppure conoscere le regole e perdendoli rapidamente tutti. Solo con la passione e la costanza, unita ad un gran talento, sono diventati ciò che sono oggi: forti, fortissimi, praticamente imbattibili. E ricchi. In una parola, ballas.
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