In collaborazione con AssoPokerGli Stati Uniti, finora, hanno vissuto un paradosso piuttosto evidente.
Infatti, nonostante gli USA siano la patria del poker e nonostante le World Series Of Poker si disputino da quarant’anni, il poker online non è mai stato regolamentato, pur essendo praticato.
Per anni la cosa è stata tollerata, e i giocatori stessi da tempo a gran voce chiedono una legislazione specifica sulla scia di quanto già fatto da Italia e Francia, con le poker room che operano dietro licenza statale e pagano regolarmente le tasse al posto dei giocatori.
Da venerdì scorso, alcune delle principali poker room operanti negli Stati Uniti sono state inibite dal continuare ad accettare fra i propri clienti giocatori statunitensi, in vista di una regolamentazione che ormai è solo questione di tempo.
E’ evidente che, vista anche la crisi economica, il governo statunitense non intendesse più rinunciare alle ingenti entrate che il mercato del poker online è in grado di garantire, come appunto succede nel nostro Paese fin dal 2008.
Quanto accaduto è stato piuttosto improvviso, ed è destinato a cambiare il panorama del poker online statunitensi, con nuovi operatori che saranno pronti a fare il loro ingresso in un mercato evidentemente molto redditizio.
Per quanto riguarda i giocatori italiani nulla cambia, in quanto tutte le piattaforme già operanti o che opereranno nel nostro Paese lo fanno come concessionari dei Monopoli di Stato.
Fra l’altro, proprio il modello italiano è stato preso ad esempio prima dalla Francia e poi da altri Paesi europei che intendono seguirne la scia: non è affatto escluso quindi che anche per quanto riguarda la futura regolamentazione USA non accada altrettanto.
by AssoPoker
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