
Per chi proprio non ci riesce a staccarsi dal lavoro, da qualche anno è sempre più in voga il turismo industriale. Non a caso stanno crescendo, per soddisfare la richiesta, musei etnografici ed etnoantropologici che mostrano i costumi e le tradizioni legati al mondo del lavoro di particolari comunità (spesso rurali). Altra meta di questi appassionati del lavoro sono le fabbriche. Probabilmente chi ci lavora davvero lo troverà incredibile, ma questi luoghi della fatica, da cui spesso si vuole scappare, si trasformano in luoghi in cui passare parte del proprio tempo libero.
Scherzi a parte il turismo industriale è cresciuto in questi anno perché riesce ad abbinare il lato ludico a quello educativo. Non dobbiamo sottovalutare anche il vantaggio sociale di questo tipo di turismo: il sito industriale dismesso e il macchinario arrugginito possono rinascere per produrre conoscenza.
Non va trascurato, inoltre, che i distretti industriali, i siti dismessi, le fabbriche aperte e le visite aziendali sono risorse turistiche disponibili tutto l’anno, fattore strategico per gli operatori turistici.
Se volete conoscere anche quest’aspetto del nostro paese, sono molte le organizzazioni che si muovono verso la promozione di questi settori. Ad esempio l’associazione di cultura di viaggio Outis -per non citare l’inaffondabile Touring Club Italiano-, dedica un intero settore a questo tipo di turismo abbastanza particolare!
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