Nell’affascinante scenario del Golfo di Sant’Eufemia, nei pressi di numerosi villaggi calabria del territorio di Pizzo, esiste una caratteristica chiesetta scavata nella roccia, la cui origine risale alla metà del’600.
La leggenda racconta che durante viaggio in mare, l’ equipaggio napoletano di un veliero venne travolto da una violenta tempesta; il comandante, che nella sua cabina custodiva il quadro della Madonna di Piedigrotta, fece, insieme ai suoi uomini un voto alla Vergine: in caso di salvezza avrebbero eretto una cappella in suo nome. E così fu. Il veliero si scontrò contro la scogliera di Pizzo, perdendo tutto il carico di valore (si pensa trasportasse corallo), ma gli uomini con il comandante si salvarono, ed insieme sulla spiaggetta dove riuscirono ad approdare, posarono il quadro in una grotta già esistente.
Nel corso del tempo poi la chiesetta è stata ingrandita dagli scalpellini del luogo, che si recavano in quella zona per tagliare i blocchi di calca rinite; spesso vi si rifugiavano dalla pioggia e con l’occasione apportavano modifiche.
All’inizio del Novecento Angelo e Alfonso Barone, due noti scultori originari del luogo, ornarono la grotta con statue di tufo raffiguranti personaggi delle sacre scritture, contribuendo a creare un atmosfera mistica, grazie anche alla particolare inclinazione dei raggi solari che filtrano da alcune aperture create appositamente dagli scalpellini.
Il sentiero che porta alla chiesetta è molto suggestivo poiché da qui si possono ammirare le due sponde del Golfo ed una scogliera sabbiosa che non ha eguali.
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